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Le scarpe parlano di noi.

Lo sanno tutte le donne, specie quelle con le scarpiere piene di calzature ‘indispensabili che non metteranno mai’: improbabili tacchi 12 – o più – zeppe, sandali multicolore, sneakers alte a basse. E mi fermo qui altrimenti parlo solo di scarpe (e francamente preferisco comprarle!).

Da oggi sarà ancora più vero che le scarpe parlano di noi.

Qualche giorno fa, leggevo che la start up americana EVRTHNG, che si occupa di Internet of Things, ed una delle aziende leader nella produzione di etichette per abiti e scarpe si sono alleate per dare il via alla produzione in serie di indumenti in grado di collegarsi con la Rete.

Le nostre scarpe ed i nostri abiti parleranno di noi, o forse al posto nostro, e non più solo dei nostri gusti estetici.

10 miliardi di pezzi, a tanto si vorrebbe arrivare, potrebbero avere queste caratteristiche: grazie alla nuova tecnologia, le nostre scarpe potranno attivare app all’ingresso degli store, trasmettere informazioni e inviti agli smartphone e avviare tutte quelle applicazioni che chi si occupa di  marketing sarà capace di inventare.

Potremo essere guidati nei punti vendita in base alle nostre preferenze o fare la spesa seguendo i nostri gusti e magari, una volta tanto, la lista.

Ovviamente, ci verrà chiesto in cambio di fare conoscere qualche nostro dato personale, altrimenti le offerte one-to-one non sarebbero possibili.

Prevedo, e non è difficile, che si andrà molto oltre questo. Mi vengono in mente, oltre che le applicazioni legate alle vendita e al diverso modo di fare shopping, anche quelle legate alla salute: in fondo abiti e scarpe sanno molto dei nostri stili di vita, di quanto ci muoviamo, di come mangiamo. Potrebbero diventare le sentinelle della nostra salute.

Invadenza? Come sempre con la tecnologia occorre mantenere un equilibrio tra livello di servizio desiderato e concessioni alla privacy.

Intanto, tornando alle scarpe, un problema queste scarpe tecnologiche lo incontreranno fin da subito: scambiarsi e prestarsi abiti e scarpe diventerà impossibile.

Immagina che tu e la tua amica abbiate gli stessi gusti in fatto di scarpe ma non vi scambiereste mai e poi mai le preferenze in fatto di cinema. Le sue scarpe ti porterebbero alla rassegna di cinema del far East mentre tu preferisci la commedia anni ’50: no, no, no; una tragedia!

(potevo dire fidanzati al posto di cinema, ma ho preferito di no)

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