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Spesso, come tanti, parlo con Siri, con risultati talvolta piuttosto deludenti perché dice troppo spesso ‘Credo di non avere capito’. Oppure parlo con Google che, per ora, mi capisce molto di più.

Ora possiamo tutti chattare con i bot, dopo che Messenger, la app per chattare di Facebook, ha reso possibile alle aziende l’utilizzo di questa tecnologia.

inizio

Hi, I am BuzzBot

Difatti, all’inizio della convention repubblicana che ha designato Donald Trump come candidato alla Casa Bianca, BuzzFeed, un sito cross-mediale che si occupa di news ed entertainment con oltre 200 milioni di visitatori unici al mese (!), ha lanciato un bot, un’intelligenza virtuale, per Messenger, con la finalità di raccogliere testimonianze dalla convention.

Basta aggiungere ai contatti BuzzFeed News e si può chattare con il bot; argomento: la convention repubblicana e, subito dopo, la convention democratica.

Devo confessare che non sapevo bene che cosa aspettarmi, e i contenuti alla fine sono stati più ricchi di quanto pensassi: intanto, il bot chiede se si sta seguendo personalmente la convention, presumo per rivolgere le domande giuste a seconda del pubblico.

Rispetto al linguaggio utilizzato per la convention repubblicana, il bot utilizza gli emoji, in particolare la bandiera statunitense e i simboli dei due partiti principali, l’elefante e l’asinello, nel momento in cui saluta (perché lo fa) e rivolge domande.

Allo stesso modo,  per raccogliere informazioni e valutazioni invita ad utilizzare due strumenti: gli emoji e le domande a risposta semplice, ed i temi su cui vengono poste sono documentati ed articolati.

L’attività è stata particolarmente vivace durante i discorsi, riguardo ai quali il bot chiedeva valutazione per identificarne il migliore.

 

 

 

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Melania Trump e Michelle Obama

Ad esempio, fin da subito il chatbot rilancia la notizia, apparsa dapprima su Twitter e poi ripresa ovunque, del discorso-fotocopia di Melania Trump, i cui autori avrebbero largamente attinto da quello di Michelle Obama nel 2008. La domanda contiene un link esterno alla pagina web con la notizia, utile per approfondire, e poi chiede una valutazione.

Lo stesso schema e lo stesso linguaggio vengono utilizzati per la convention democratica, per la quale veniva chiesto anche se si era stati elettori delle primarie o partecipanti ai caucus.

Nella chat vengono chieste le valutazioni sull’endorsement di Sanders per la Clinton ed anche un giudizio su una futura possibile corsa di Michelle Obama per la Casa Bianca, la seconda first lady dopo la Clinton.

Da ultimo, e non poteva mancare in un flusso di domande e informazioni ben organizzato come quello del BuzzBot, una serie di domande per valutare BuzzFeed Bot, dai canali attraverso cui lo si è conosciuto, al giudizio sui contenuti.

L’interrogativo che mi è più piaciuto, che possiamo classificare tra gli argomenti leggeri a nondimeno rilevanti, è come debba essere chiamato Bill Clinton, in caso di elezione della moglie: First Man? First Fellow? First Husband? First Gentleman?

Ho scelto Gentleman, perché Man mi sembrava esagerato e casomai più adatto ad Adamo; Fellow troppo colloquiale o troppo formale e in ogni caso difficile da comprendere nel mondo; Husband…bè, non è che Bill si sia comportato benissimo in questo ruolo.

E che Gentleman sia, anche come auspicio.

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