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Le newsletter cui siamo iscritti e le app per gli acquisti online hanno cominciato già ad anticiparcelo: venerdì della prossima settimana, il 24, sarà il Black Friday.

Non ha ancora preso del tutto piede in Italia ma è facile prevedere che sarà così, come  è stato per altre usanze americane: il ritorno di Halloween (dico ritorno perché la festa delle zucche ‘da paura’ nel mese di settembre è tradizione di molti luoghi in Italia) o per Babbo Natale, la sapiente creazione della Coca-Cola.

Il Black Friday è il venerdì dopo il giorno del Ringraziamento, che cade sempre di giovedì, l’ultimo di novembre. È il giorno in cui viene dato inizio allo shopping natalizio e nel quale è possibile accedere a sconti consistenti.

Come consumatori dobbiamo prepararci ad un’ampia sollecitazione, perché i grandi brand che vendono attraverso distributori di terze parti, ovvero quelli che non hanno flagship store e non possono controllare il canale di vendita, sono sempre più consci di quanto siano cruciali gli aspetti del marketing digitale: l’ADV, il mobile, i social media e il sito web corporate.

Allo stesso tempo, pur essendo marchi che adottano una strategia multicanale, non sono ancora riusciti a legare efficacemente le loro promozioni online con l’offline, ovvero a portare i consumatori in negozio.

Sono le conclusioni cui è arrivato uno studio di Nesertive, un’azienda americana che si occupa proprio di potenziare il local business, pluripremiata per l’innovazione.

Questa mancata finalizzazione dell’acquisto nell’ultimo miglio è una grande occasione da sfruttare per le imprese: da altre ricerche risulta che il 90% dei possessori di smartphone fa acquisti in negozio almeno una volta alla settimana e meno di frequente online.

Ancora più importante, l’83% dei possessori di smartphone lo usano anche durante i loro acquisti in negozio.

Appare evidente che la comunicazione via mobile sia dunque fondamentale per influenzare la retail experience.

Infatti, come ci mostrano i dati di Euclid Analytics, che si occupa di studiare il comportamento dei consumatori presso il punto vendita, lo smartphone in store viene usato per più funzioni: per la comparazione dei prezzi, per sfruttare le promozioni giunte via email, consultare la lista delle cose da fare, fotografare i prodotti per tenerli a mente in un’altra occasione di acquisto, leggere le recensioni dei prodotti e utilizzare l’app di quel retailer. Sì, viene anche utilizzato per telefonare, spedire e leggere messaggi: ma sono quasi attività residuali.

Quello che dovrebbero fare i brand è chiaro, stando alle richieste dei consumatori:

  • permettere l’accesso ai migliori sconti praticati in negozio;
  • garantire un rapido accesso ai programmi fedeltà;
  • un catalogo elettronico e una mappa del punto vendita;
  • un’esperienza di acquisto personalizzata.

Le tecnologie per questi scopi ci sono: per i brand si tratta di acquisire maggiore familiarità con il retail, integrandone le politiche di promozione. Le strategie focalizzate solo sulla brand identity rischiano di essere annacquate al momento dell’acquisto, il first moment of truth del processo.