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Lo dice una ricerca del network di imprese americano Alignable, che ha interrogato oltre 15.000 imprese del Nord America sul Net Promoter Score associato a 80 brand di 22 settori differenti.

Il Net Promoter Score è una vecchia conoscenza del mondo della ricerca e serve a misurare con quale probabilità o punteggio un persona consiglierebbe ad un amico un determinato servizio, un acquisto, un fornitore.

Come tale, è un ottimo indicatore della affidabilità di un brand.

(Che sia un indicatore valido me lo conferma, con mia grande soddisfazione, anche Gianluca Diegoli, di cui sono affezionata lettrice, in un post di qualche tempo fa).

L’indagine sulla reputazione, in sé non particolarmente originale, rivela invece quanto sia cambiato il punto di riferimento delle imprese, almeno oltre Oceano.

Nella classifica di Alignable, tra i primi dieci fornitori troviamo in testa Amazon, il maggiore store online, seguito da WordPress – il software per la realizzazione dei siti ­-  e Google. Vengono poi Mailchimp, che offre aiuto nella gestione dell’email marketing, la Fed Ex per le spedizioni, Square e PayPal per i pagamenti e 3 social network: Instagram, Square, LinkedIn.

Della old economy rimane poco, quel tanto che può intrecciarsi con le dinamiche dell’ecommerce e della new economy, che si può smaterializzare e digitalizzare fino ad un certo punto: i prodotti ordinati online devono arrivare a casa e ci pensa la vecchia FedEx.

Il grado di affidabilità di tutti questi marchi  – quasi tutti del mondo digitale  – ci fa capire come ormai il riferimento a questo ambito sia diventato imprescindibile per le imprese, nello specifico le medie imprese americane, che nel loro orizzonte vedono una sempre maggiore integrazione con il web per vendite, acquisti e marketing in generale.

Su questo ci confortano anche altre ricerche, questa volta di Netsertive https://www.netsertive.com/ , che ha stilato una classifica degli strumenti al centro delle strategie per le imprese che vendono attraverso distributori terzi, non di proprietà quindi.

I canali che risultano più cruciali, in una classifica che somma più di 100 poiché comprende più di una risposta possibile, sono riportati nel grafico:

Created using Visme. An easy-to-use Infographic Maker.

 

Solo dopo vengono in classifica la promozioni in store e sui media offline.

Abbiamo conferme sulla consapevolezza che il digital sia ormai uno strumento imprescindibile.

Più difficile capire se quest’ineluttabilità si sia già tradotta in una consapevolezza sull’utilizzo di tali strumenti nel modo più corretto, ovvero all’interno di una strategia multicanale integrata on e offline e con un monitoraggio affidabile e costante dei risultati raggiunti, sia in termini di ritorno sull’investimento, di reputazione, Net Promoter Score, loyalty.

Insomma, questi vecchi indicatori di marketing rimangono ancora validi anche per verificare l’efficacia del mondo digital, un nuovo campo di applicazione per vecchi strumenti.