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Le infrastrutture sono da sempre in Italia, ‘un problema’, qualcosa che ‘manca’, sono ‘arretrate’ e di lenta realizzazione.

Ma cosa sta succedendo nel campo delle infrastrutture ICT? Quali sono gli strumenti a disposizione nel nostro Paese per accedere alla Rete e ai suoi contenuti, in modo da rendere una concreta realizzazione la cittadinanza digitale?

L’analisi dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’AGCOM, uscito a fine ottobre con i dati aggiornati a giugno 2017, ci racconta come sta evolvendo il mercato degli accessi alla Rete.

Sono oltre 16 milioni le linee fisse di accesso a Internet, private e aziendali, in crescita di quasi un milione rispetto all’anno precedente.

L’aumento delle connessioni fisse è molto lento nel tempo, se consideriamo che le linee erano 14 milioni nel 2013.

Tuttavia, sta cambiando la tipologia di connessione disponibile: in un anno, sono cresciute di ben 4 milioni le connessioni veloci, superiori ai 10Mbit al secondo.

Di queste 4 milioni di connessioni veloci, la maggior parte sono andate a sostituire quelle più lente ma in parte sono anche andate ad incrementare il numero totale degli accessi alla Rete.

Quanto alla pervasività delle connessioni Internet, il Paese è in una situazione abbastanza soddisfacente, ma si deve continuare a parlare di digital divide fino a che l’infrastruttura non sarà non solo diffusa ma soprattutto sufficientemente veloce per consentirne tutti gli usi.

E qui le note dolenti: le connessioni con velocità pari almeno ai 30Mbit al secondo sono solo il 21% del totale. Di strada da fare ce n’è molta.

Si naviga ancora piuttosto lentamente con la connessione fissa ma, in compenso, in Italia ci sono quasi 100 milioni di schede SIM , di cui circa 14 milioni con tecnologia M2M ‘machine to machine’ che, per funzionare, non hanno bisogno dell’intervento umano: sono direttamente le macchine a scambiarsi dati, come ad esempio la lettura di un contatore.

88 milioni sono le schede SIM in mano ai privati e, considerato che in Italia ci sono 55 milioni di residenti di età superiore ai 10 anni – età per la quale è più plausibile pensare al possesso di una SIM – una scheda e mezzo per ogni italiano.

Naturalmente, esistono ancora SIM senza traffico dati e quindi non in grado di navigare (so che sembra impossibile, eppure è così).

Però, sono ben 52 milioni le schede con traffico dati: se il loro numero rispetto al 2016 non è particolarmente cresciuto, è invece aumentato del 40% l’uso: il traffico dati consumato mediamente in un mese è di oltre 2 giga per ciascun possessore di scheda dati o voce+dati.

E come utilizziamo tutto questo traffico a disposizione?

Per passare il tempo o per acquistare e informarsi sullo shopping.

Ci colleghiamo a Facebook: quasi 27 ore al mese, ancora in aumento rispetto al 2016. E poi ne trascorriamo altre 7 su Google, una su eBay e altrettanto su Amazon. Non stupisce che i corrieri espresso abbiano guadagnato quasi 200 milioni di euro in più nei primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016 e che abbiano movimentato più di 1 milione di colli al giorno.